Quando, dopo una giornata impegnativa, diciamo a qualcuno o pensiamo tra noi e noi: “Ora vado a letto”, non immaginiamo certo che l’espressione più rispondente al vero sarebbe “Ora mi stendo sul materasso”. E’ lui il vero protagonista dei nostri sonni, oggi. E lo è stato anche nei secoli e nei millenni che ci hanno preceduti, perchè il materasso ha una storia lunga quasi quanto l’uomo. La sua storia comincia addirittura nel Neolitico.

LA STORIA DEL MATERASSO

Ai tempi in cui l’uomo cominciò ad essere in grado di lavorare la pietra per ottimizzarne l’uso (parliamo di oltre 10000 anni fa), risale anche il primo (probabile) materasso. Paglia, foglie secche, uno strato di pelle di animale per rendere il tutto più confortevole, ed ecco finalmente l’uomo non più costretto a dormire per terra, su giacigli spigolosi, umidi, sporchi, che rendevano l’esperienza del sonno poco piacevole.

Il salto di qualità arrivò dal mondo arabo, nell’antichità molto più evoluto rispetto a quello occidentale nella ricerca della comodità. I persiani solevano nel 3600 a.C. riempire ampie pelli di capra (resistenti ed impermeabili) con molta acqua. Avevano inventato i materassi ad acqua, mentre da noi furono conosciuti esclusivamente come una stuzzicante alternativa.

Gli Egizi, notevolmente avanti sotto molti punti di vista, sui materassi lasciarono un po’ ristagnare la fantasia. Nel 3400 a.C. prendevano delle grandi foglie di palma e le accumulavano in un angolo della stanza. Sfruttandone la conformazione ad arco, si adagiavano nell’incavo e avrebbero dormito come angioletti, se gli angioletti fossero già stati inventati.

Il materasso di piume e quello di lana (più vicini a quelli che per molti anni sono stati considerati moderni”) furono opera dei romani, che a partire dal 200 a.C. presero a dormire su giacigli formati da un sacco di stoffa (molto ampio) riempito con lana e/o fieno e/o piume di uccelli. Tutto dipendeva più che altro dalle finanze dell’acquirente.

Nel XV secolo, in pieno Rinascimento, un’ulteriore innovazione riguardò non tanto il contenuto del “materasso”, costituito ancora da paglia, piume, e (novità) baccelli di piselli, quanto piuttosto l’involucro. Le stoffe scelte per contenere questi materiali cominciarono a divenire via via più preziose. Dalle pelli, passando per i sacchi, si giunse al cotone, alla seta, al velluto

Nel 1700 il materasso comincia a somigliare davvero a quelli moderni. Ormai costantemente foderato di lino e cotone, assume anche una struttura stabile grazie al supporto rigido delle canne di bambù, fissate sugli angoli. L’interno era riempito con fibre di cotone, cocco, crine, o lana.

Il 1800, la stagione delle innovazioni. Si passò dal materasso ad aria, inventato in Inghilterra, al materasso a molle, di matrice tedesca. L’inventore del materasso a molle, che ha monopolizzato il mercato per decenni, è in realtà morto poverissimo, perchè la sua invenzione ha fatto la fortuna di chi ha saputo immediatamente coglierne la portata industriale.

Prima del 1900 si fece in tempo ad “inventare” il materasso ad acqua, come abbiamo visto, già in uso millenni addietro da parte dei persiani, prima di assistere al boom del materasso in lattice di gomma (invenzione datata 1928). Con il poliuretano nascono nel 1935 i materassi in schiuma sintetica. Oggi è questa la realtà più diffusa, ma non mancano revival tecnologici dei materassi ad aria, dei materassi ad acqua, dei materassi a molle, tutti rivisti nell'ottica dell’originalità.

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